Elezioni in Libano, affermazione di Hezbollah e del partito del presidente Aoun


Si profila una vittoria di Hezbollah alle elezioni parlamentari che si sono tenute in Libano, le prime dal 2009. Secondo i risultati preliminari riferiti dai media locali e dagli istituti di sondaggio, sembra confermata la forza del Partito sciita Hezbollah e del Movimento Patriottico Libero, la formazione cristiano maronita fondata dal Presidente Michel Aoun, mentre avrebbero sensibilmente aumentato i propri seggi in Parlamento le Forze Libanesi, formazione politica guidata da Samir Geagea: con circa 15 seggi avrebbe raddoppiato la sua presenza in Parlamento. Gli altri alleati del partito di Dio erano il gruppo sciita Amal e Ahbash, gruppo sunnita di orientamento sufi. I risultati preliminari indicano che al-Mustaqbal (Il Futuro), il movimento guidato dal premier sunnita Saad Hariri, alleato dell'Occidente, avrebbe perso consensi in particolare nella capitale Beirut. Solo i due movimenti sciiti di Amal ed Hezbollah hanno presentato liste condivise a livello nazionale. Tutti gli altri partiti hanno formato liste congiunte dal valore contingente a livello locale, scontrandosi invece in altri distretti.

L'affluenza alle urne ha raggiunto il 49%, contro il 54% della tornata del 2009.  I cittadini libanesi che hanno effettivamente esercitato il proprio diritto di voto sono più di 1 milione e 800 mila, su un totale di circa 3 milioni e 663 mila votanti potenziali. I libanesi hanno votato seguendo una nuova legge elettorale, approvata dal Parlamento lo scorso giugno, che ha instaurato in Libano un sistema proporzionale piuttosto complicato al posto del maggioritario, in vigore dal 1960.

Il parlamento del Libano, denominato Assemblea Nazionale, è composto da una sola camera, che conta 128 seggi. L’assemblea è divisa equamente tra musulmani e cristiani. Ai primi spetta il 45 per cento dei seggi, ai secondi il 55 per cento. La premiership spetta ai musulmani sunniti, la presidenza dall’assemblea agli sciiti, mentre il presidente della Repubblica spetta ai cristiani maroniti.

Il Libano è stato diviso in 15 collegi elettorali, relativamente omogenei al loro interno dal punto di vista confessionale. La legge elettorale prevede una soglia di sbarramento al 10 per cento a livello nazionale.Sono stati registrati 976 candidati, di cui 111 donne. Dei 128 seggi a disposizione nel 2009, l’alleanza filo saudita “14 marzo” ne aveva solo 60. Aveva però la maggioranza grazie ad alcuni indipendenti, presentandosi con tre diverse componenti interne.

Il nuovo sistema elettorale non intacca la regola - inclusa negli Accordi di Taif, con cui nel 1989 fu sancita la fine della guerra civile – la quale, come detto, stabilisce che metà dei 128 deputati del Parlamento siano cristiani, e l'altra metà sia formata da parlamentari musulmani - sciiti e sunniti - e drusi.