Un nuovo futuro per la Siria: il mondo arabo si riavvicina a Damasco


La guerra non è ancora conclusa, anche se si può ragionevolmente affermare che il governo di Damasco, dopo quasi 7 anni, l'abbia praticamente vinta, ma per la Siria si intravvede un futuro roseo anche dal punto di vista diplomatico oltre che politico-militare. Il paese è sempre meno isolato: i segnali sono arrivati dalla riapertura di due importanti valichi di frontiera con la Giordania e Israele, a ridosso con le Alture del Golan,  fino a poco tempo nelle mani dell'opposizione armata anti Assad.

Particolarmente significativa è la riapertura del confine giordano: il valico che collega Damasco e Amman è infatti uno dei principali corridoi del commercio di tutto il Medio Oriente. Le merci libanesi, per esempio, giungono in Arabia Saudita, via terra passando per la Siria e la Giordania. E anche altri prodotti commerciali tra i diversi Paesi della regione passano da questo punto.

Dal punto di vista politico si rafforzano le relazioni politiche anche tra la Siria e l'Iraq: il ministro degli Esteri Ibrahim al-Jaafari nei giorni scorsi ha visitato la capitale siriana e ha sottolineato il bisogno di rinsaldare i rapporti tra i due vicini, aggiungendo che la Siria deve essere reinserita nel consesso dei Paesi arabi: «Nessuno deve marginalizzare la Siria, che deve al più presto rientrare nella Lega araba». L'organizzazione regionale composta da 22 Stati ha infatti sospeso la membership siriana nel 2011 dietro la spinta dell'Arabia Saudita.

Anche gli Emirati Arabi Uniti oggi sembrano essere tra i più volenterosi a riallacciare rapporti con la Siria tanto che da mesi su parla di una possibile riapertura dell'ambasciata emiratina a Damasco. Nello scorso mese di agosto, del resto, numerosi imprenditori emiratini si sono recati in visita per affari in Siria. Un forte riavvicinamento si registra che con il Bahrain.

Lo stesso presidente Assad  ha dichiarato che i Paesi arabi e quelli occidentali sono oramai pronti a restaurare la loro presenza in Siria con la riapertura delle ambasciate e rappresentanze diplomatiche. In questi ultimi mesi le delegazioni provenienti da molti paesi occidentali e arabi hanno iniziato a tornare in Siria al fine di agevolare la ripresa delle relazioni con Damasco nei campi della diplomazia, dell'economia e dell'industria.